Nell’era digitale, le prospettive del mercato ICT tornano a crescere secondo le stime di Assinform e il Politecnico di Milano.

L’economia italiana, sta davvero entrando nell’era digitale?  Le proiezioni dicono che da qui al 2018 il mercato continuerà a crescere trainato dalle componenti più innovative delle tecnologie a disposizione dell’ICT. Lo confermano i risultati dell’indagine “Il digitale in Italia nel 2016” realizzata da Assinform in collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e presentata in occasione dell’evento “Impresa 4.0” dove i membri di Confindustria si sono riuniti per discutere delle iniziative che sosterranno la ripresa ed affronteranno la disruption delle imprese.

Considerato il fatto che a trainare il settore saranno le applicazioni IoT, il Cloud, i Big Data, le piattaforme Web, il Mobile e la Sicurezza che agiranno come cluster all’interno di un ecosistema interconnesso.

“Secondo NetConsulting occorre vincere il conservatorismo del limitare il budget a causa di un’assenza di cultura imprenditoriale e digitale nelle organizzazioni di dimensioni contenute. Ben vengano gli obblighi di legge tipo la fatturazione elettronica che hanno avuto l’importante ruolo di avvicinare le imprese ai temi digitali. Servono anche competenze specifiche in grado di colmare il gap sotto il profilo qualitativo e quantitativo entro l’anno 2020.”

Confindustria vuole collaborare con la governance del Paese attraverso un partenariato pubblico-privato con l’obiettivo di diminuire la disruption ed aiutare l’AgID, l’agenzia per l’Italia digitale, nel completare le piattaforme tecnologiche dedicate ai cittadini, nel fornire l’apertura in tutte le università a corsi su tematiche digitale e nel proporre politiche di sostegno agli investimenti in tecnologia orientando le risorse verso tutti i settori in crescita.

“Secondo gli Osservatori di Digital Innovation del Politecnico di Milano è necessario rimettere l’industria al centro delle discussioni e sviluppare un modello produttivo e distributivo orientato al consumatore e l’aspetto interessante sarebbe l’integrazione delle tecnologie nei processi per dar vita alla smart manufacturing”.

Infine “secondo Assinform sarà necessario recuperare competitività, senza però dimenticare le piccole imprese ed i distretti produttivi locali a cui Confindustria digitale ha intenzione di dedicare marketplace e piattaforme comuni oltre a specifici innovation hub che aiutino a sviluppare competenze, metodi e relazioni con le startup”.

L’economia digitale è definita un driver di sviluppo del Paese e dovremo attendere progetti in tal senso nei prossimi mesi.