Un’indagine commissionata da Ricoh all’Economist Intelligence Unit rivela come l’87 per cento dei manager pensi che i dipendenti sarebbero più produttivi se meno legati alla scrivania. È lo smart working, in grado di assicurare la crescita del fatturato. Ma per una strategia di successo è necessario coniugare esigenze aziendali e flessibilità.

Scrivanie addio. Via libera a spazi aperti e collaborativi. Deve essere questo il futuro degli ambienti di lavoro, in modo da garantire ai dipendenti aziendali una maggiore libertà, che determinerà in automatico anche più creatività. A pensarlo sono proprio gli alti funzionari, quei manager che l’immaginario collettivo vuole come blindati alla sedia, implacabili con i propri sottoposti. Il settanta per cento di loro pensa infatti che la produttività dei dipendenti e il benessere nelle organizzazione potrebbero aumentare grazie alla digitalizzazione e all’affermazione del concetto di ufficio collaborativo e aperto. Lo rivela un’indagine commissionata da Ricoh all’Economist Intelligence Unit, che ha svelato anche come l’87 per cento dei funzionari sia convinto che i lavoratori apporterebbero un maggiore valore all’azienda se fossero meno legati alla scrivania.

È il concetto di smart working, che slega la produttività dall’ufficio e la diffonde potenzialmente in ogni luogo. Chi l’ha detto che per terminare un progetto si debba per forza passare otto ore al giorno nello stesso luogo? I dispositivi mobili e le possibilità di connettersi alla rete si sono moltiplicate a dismisura ed i prossimi anni saranno quindi caratterizzati da profondi cambiamenti.

La quasi totalità del campione coinvolto dalla ricerca afferma che un posto di lavoro digitale avrebbe un impatto positivo sui profitti e sulla crescita del fatturato. Ma le imprese sono pronte a questo passaggio importante? Sembrerebbe di no. Molte società stanno facendo marcia indietro rispetto allo smart working per paura di perderne il controllo.

Un terzo del campione dello studio ha espresso preoccupazioni relative a questo aspetto. Un ambiente di lavoro basato su una sorveglianza stretta e assillante non si addice però alle esigenze dei dipendenti di oggi, che si aspettano flessibilità e orari più elastici.

Nelle aziende nasce un nuovo concetto di ufficio: da un lato le tecnologie contribuiscono a rendere più virtuale l’ambiente di lavoro e dall’altro gli spazi fisici nelle imprese si trasformano verso un lavoro collaborativo, interattivo e creativo. Il successo dipende da quanto le aziende riusciranno ad adattare gli ambienti di lavoro all’evoluzione delle esigenze delle persone.

Secondo Ricoh, dovrebbe essere posta meno attenzione alla classica scrivania e più attenzione agli spazi comuni in modo che le persone e le community possano interagire e collaborare a vantaggio della produttività aziendale. Molto importante è anche l’interazione tra l’uomo e la tecnologia progettuale in una sorta di ergonomia totale. I driver di questa tendenza sono la possibilità di accedere rapidamente alle informazioni.

Sarà necessario trovare un equilibrio tra la flessibilità dei dipendenti e le modalità aziendali, che garantiscono il mantenimento della produttività. È quindi importante che i dirigenti mettano in pratica strategie per la digitalizzazione e per lo sviluppo di un ambiente dinamico, introducendo anche strumenti che favoriscano la comunicazione a distanza e la collaborazione.