La novità entrata in vigore lo scorso 6 giugno che ha dato il via a una nuova era nei rapporti tra fornitori e Pubblica Amministrazione, garantendo maggiore trasparenza alla spesa pubblica.

Il processo verso la fatturazione elettronica è in fase di avanzamento e tutte le imprese si stanno organizzando per essere pronte entro la scadenza di marzo.

Dal sistema di interscambio arrivano numeri interessanti, nel mese di luglio 2014 sono stati oltre 76000 i file fattura ricevuti e gestiti, contro 43000 file del mese precedente. Va ricordato comunque che il numero di file fattura non equivale alle singole fatture, infatti un file fattura può essere composto anche da più documenti, purchè indirizzati allo stesso ente.

Tra i soggetti coinvolti nella nuova modalità di fatturazione vi sono il Sistema di Interscambio, il formato Fattura PA e l’Indice della Pubblica Amministrazione. Ognuna di queste entità è nata in momenti diversi con obiettivi comuni di un’innovazione progressiva dei processi dello Stato nell’ottica di una dematerializzazione documentale.

Per rendere più efficiente, controllata e monitorabile la fatturazione verso le amministrazioni, in vista di una maggiore diffusione, è stato deciso di prevedere un unico contesto digitale per i flussi dei file fattura, al fine di facilitarne la verifica, l’identificazione dei destinatari, l’inoltro dei documenti ed eventuali analisi statistiche.

A un mese dal lancio della fattura elettronica sono 30000 gli uffici pubblici iscritti all’Indice delle PA (IPA), dove si registrano i codici identificativi degli uffici destinatari della fattura. I fornitori leggono qui i dati necessari per redigerla.

Altri dati arrivano dal sistema di interscambio (SDI) dove dei 76000 file fattura ricevuti e gestiti, il 70 per cento sono stati inoltrati alla Pubblica Amministrazione, un buon valore secondo l’Agenzia, il 29 per cento sono stati scartati dal sistema di interscambio (SDI) e l’1 per cento non è stato recapitato per l’impossibilità di identificare l’ufficio. Da quando è scattata l’obbligatorietà (6 giugno 2014) va cosiderato però che il numero di file fattura è aumentato del 44 per cento ed il tasso di scarto è calato notevolmente.

La normativa prevede che le fatture elettroniche debbano pervenire alla Pubblica Amministrazione esclusivamente in formato XML, per tale ragione ATF mette a disposizione un servizio IX invoice xchange di ARXivar per la trasformazione. La fattura, prodotta dall’azienda e trasformata appunto in un file XML verrà acquisita da IX, caricata sul portale e firmata digitalmente nei corretti formati richiesti. L’invio della fattura avviene tramite canale SDICOOP. A fronte della spedizione al sistema di interscambio (SDI) della FatturaPA, il servizio IX riceve dal SDI le ricevute o notifiche di ricezione della fattura e le allega alla fatturaPa trasmessa. Le fatture elettroniche, le ricevute e le notifiche provenienti dal SDI, sono ricercabili e consultabili in qualsiasi momento dal Portale Web IX, accessibili con apposita username e pasword.

IX dispone inoltre, di un servizio specifico per la conservazione elettronica delle fatture elettroniche avendo così la possibilità di assicurarsi una conservazione sia in house che in outsourcing. Tutti i documenti saranno consultabili in qualsiasi momento dal portale dedicato e si avrà la possibilità di conservare in base alla necessità anche le fatture del ciclo attivo e passivo, i libri giornale e i registri iva.